IL GRANDE TORINO CHE INSEGNA IL CALCIO AGLI ANGELI

(Credit: Il Resto del Carlino)

TORINO 04.05.2019 – “Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.
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Il Grande Torino era veramente composto da eroi, come sosteneva l’immenso Indro Montanelli, che dopo quella terribile notte del 4 Maggio 1949 non sono stati mai dimenticati. Il passare del tempo ha lenito il dolore rafforzando il ricordo di chi ha visto all’opera quei Campioni e suscitando curiosità nelle persone nate successivamente, le quali hanno potuto ripercorrere le loro gesta soltanto attraverso i racconti e i ricordi di chi ha avuto la fortuna e l’onore di vederli all’opera.
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Valerio Bacigalupo
, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Gugliemo Gabetto, Roger Revelli Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, il Capitano Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti e Julius Schubert, assieme al Direttore Tecnico Egri Erbestein, all’allenatore Leslie Lievesley e al massaggiatore Ottavio Cortina, con il Direttore Generale Egidio Agnisetta, il Dirigente Accompagnatore Ippolito Civalleri e l’organizzatore delle trasferte Andrea Bonaiuti assieme ai giornalisti Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero e all’equipaggio, formato dal primo pilota Pierluigi Meroni, dal secondo pilota Cesare Bianciardi, dal motorista Celeste D’Inca’ e dal radiotelegrafista Antonio Pangrazzi persero la vita in quella drammatica notte che cambiò per sempre la storia del calcio italiano e mondiale.
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Sul Fiat G.212 che riportava in Italia squadra, staff e giornalisti dopo l’amichevole disputata a

L’attaccante granata Franco Ossola
(Credit: toronews.net)

Lisbona contro il Benfica e che si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga c’era anche Franco Ossola, prolifico attaccante granata, capace di segnare 85 reti in 181 partite (nono marcatore del Torino di tutti i tempi), nato a Varese il 23 Agosto 1921 e al quale è intitolato lo stadio di Masnago fin dal 1950.
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Sono passati esattamente 70 anni da quel dramma, ma il ricordo del Grande Torino è sempre vivo nella mente e nel cuore delle persone e non svanirà mai perché le gesta di coloro che hanno scritto la storia calcistica rimarrà impressa per sempre.
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Il Grande Torino non è mai morto, sta soltanto affrontando una lunga trasferta nel campionato del Paradiso, insegnando il calcio agli angeli, assiepati sulle tribune per assistere alle gesta dei propri consanguinei.

 

Servizio a cura di
Stefano Benetazzo

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